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ADDIO TOMMY

ADDIO TOMMY

UN SALUTO AD UN CARO AMICO

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Il primo giorno di primavere, dopo due anni e mezzo di sofferenze, si è spento Tommaso Malfanti, per tutti, semplicemente “Tommy”.

Tommy era il fotografo per antonomasia di Castelnuovo Magra. Nel suo studio di Colombiera, prima o poi ci siamo passati tutti: per una foto tessera o per una foto artistica dei nostri bimbi, o per sviluppare e stampare le nostre fotografie. Non c’è casa castelnovese che non abbia una foto scattata da Tommy, vuoi per un matrimonio, per la comunione, per la cresima o per un anniversario di nozze. Oggi queste foto assumono un nuovo significato: sono le foto di un artista, da conservare con cura, come ha sottolineato lo scultore costaricano Jeménez Deredia durante la cerimonia funebre tenutasi nell’area verde del Centro Sociale Polivalente. Cerimonia a cui ha partecipato una moltitudine di persone. Una testimonianza di affetto e di stima. Persone che si sono strette attorno al dolore dei figli e dei parenti.

Tommy con Deredia aveva stretto un rapporto lavorativo che in oltre quarant’anni si è trasformato in una solida amicizia. Jeménez Deredia, costaricano con studio a Castelnuovo Magra, ha ricordato il lavoro di Tommy e ha detto: «Oggi non è solo Castelnuovo a piangere Tommy, lo piangono anche migliaia di persone, a migliaia di chilometri, dove noi siamo stati: in tutto il mondo».

Il Sindaco Daniele Montebello ha ricordato che Tommy non era solo il fotografo ufficiale dello scultore, è stato per lungo tempo uno stretto collaboratore di Salvatore Marchesi, noto esperto di cucina castelnovese, con il quale ha girato tutta l’Italia alla scoperta di piatti tipici, e Tommy li immortalava sulla pellicola.

[...]

Conoscevo Tommy da molto tempo, da sempre.

Credo di essere stato il primo che gli abbia fatto indossare una maglietta per il calcio. Una domenica mattina ci trovavamo alla stazione di Migliarina. Avevo creato, nell'ambito della nostra parrocchia, una squadretta che partecipava ad un campionato provinciale. Si chiamava “Fulgor Molicciara”. Non ricordo come fosse possibile ma ci trovavamo alla Spezia per una partita. Come ci fossimo andati è tutto confuso, quel che è certo è che non c'erano macchine. Aspettavamo il treno che ci avrebbe riportati a casa. Ad un tratto l'altoparlante della stazione chiamò il sig. Malfanti Eugenio che aveva smarrito la sua carta d'identità. E Tommy si precipitò a ritirarla, col suo sorriso di ragazzo che si scusava, già allora sincero e aperto.

Di quella squadretta ricordo solo, oltre a Tommy, Antonello Giannoni e Piero Lagomarsini.

Poi Tommy, anni dopo, lo ritrovai, qualche domenica mattina, a suonare alla mia porta per farmi avere materiale “rivoluzionario”, anche ciclostilato, che io, pur non condividendo quasi nulla dei contenuti, acquistavo per amicizia e simpatia.

Ogni volta che ci si incontrava era sempre una piccola festa. Seguivo con curiosità ed interesse e le sue “performance”, calcistiche e professionali, che lui mi illustrava quando capitava.

 

 

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